Nasce il dragaggio 2.0 o meglio il dragaggio senza escavatore

I dragaggi rappresentano un costo enorme e se ne fanno molto meno del necessario sia per la carenza di finanziamenti sia per il problema ambientale che rappresentano o meglio rappresentavano prima della nuova tecnologia Made in Tuscany dell’Ing Davide Benedetti e della Decomar.

Le benne anche le migliori con cui si effettuano i dragaggi oggi perdono una parte consistente del materiale nella fase di estrazione dalle acque determinando torbidità e spandendo inquinanti nell’area circostante con il risultato che un controllo delle acque nella gran parte delle volte determina il blocco dei lavori spesso per mesi o per anni.

Inoltre poi il materiale estratto viene poi mandato in discarica per il successivo confinamento o disinquinamento.

La nuova piattaforma innanzitutto sostituisce la benna della draga con una pompa a circuito chiuso, ovvero si estrae il materiale come se fosse un enorme aspirapolvere che usa l’acqua come disgregatore e diluitore a circuito chiuso e che poi avvia i materiali e l’acqua alla separazione granulometrica immediata per cui già in mare nella piattaforma si dividono i materiali da riutilizzare (83%) da quelli da mandare in trattamento disinquinante (17%).

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